tradimenti
La fidanzata del mio amico (parte 39)
10.06.2026 |
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"Tu ti nascondi nelle camerette a fare i filmini privati con il mio fidanzato credendo di trasgredire..."
Per tutta la settimana, la chat segreta di Telegram tra Fabrizio e Maria era stata un mattatoio erotico. E Letizia, con gli occhi incollati al tablet, aveva continuato a bere quel fango insieme a me.
Il martedì Maria era andata di nuovo dal mio amico, donandosi senza tabù.
Il mercoledì, una sessione pomeridiana in cui la mia ragazza lo aveva costretto a prenderla in cucina. Giovedì e venerdì la stessa storia, un'escalation senza freni in cui Maria continuava a ripetere a Fabrizio che la sua fidanzata poteva solo sognarsi due tette del genere.
Spagnola, anale, orale. Un'alternanza continua. Nulla fu lasciato al caso, tutto fu ripreso.
E Fabrizio era indubbiamente ogni giorno più prestante, ormai abituato a quel seno che aveva bramato per tanto tempo, e che vedeva ballare sotto i suoi occhi.
Noi, specchiandoci in quella perversione, rispondevamo colpo su colpo.
Ogni volta che loro si vedevano, io e Letizia ci chiudevamo in casa mia per ore, consumandoci in un sesso rabbioso, agonistico, con l'unico obiettivo di superare la violenza verbale e fisica dei loro incontri.
Sabato sera, l'appuntamento a quattro a casa mia era inevitabile.
L'aria era così densa che si faceva fatica a respirare.
Ci sedemmo in salotto, ognuno con un bicchiere in mano.
Maria aveva un sorriso strafottente stampato in faccia, convinta di averci ridotti a due spettatori umiliati.
Fu Fabrizio a rompere il silenzio, con una calma che non gli apparteneva.
Guardò Letizia negli occhi, poi spostò lo sguardo su di me, quindi nuovamente sulla sua ragazza.
F - "Amore, puoi anche posare il tablet. Tanto lo so da lunedì scorso che hai hackerato il mio Telegram..."
Il silenzio piombò nella stanza come una scure.
Letizia si irrigidì sul divano, il bicchiere che le tremava leggermente tra le dita.
Maria scoppiò a ridere, una risata acida, sfacciata, appoggiando la schiena contro la sedia e incrociando le gambe.
M - "Davvero pensavi di essere intelligente, Leti? Fabry se n'è accorto subito dagli accessi simultanei. Lunedi, quando sono andata da lui, sapevamo benissimo che eri lì a guardare ogni singolo messaggio. Abbiamo fatto tutto apposta. Ogni porcata, ogni insulto su quel letto, il video... l'abbiamo fatto solo per farti bagnare mentre credevi di spiarci. Sei stata il nostro giocattolo per tutta la settimana, tu e sono sicura anche il mio bel fidanzato..."
Fabrizio accennò un sorriso complice, guardando la sua fidanzata con l'orgoglio del servo che ha compiuto la sua missione.
F - "Ogni volta che Maria mi diceva che non sei alla sua altezza, sapeva che lo avresti sentito o letto dopo cinque secondi. Vi abbiamo usati per eccitarci. Siete stati i nostri registi non pagati..."
Maria mi guardò, lo sguardo vitreo e provocatorio.
M - "E tu... hai fatto tanto il finto arrabbiato al telefono, ma hai goduto come un porco a sapere cosa mi faceva Fabrizio, vero? Siete due guardoni sottomessi..."
Letizia rimase immobile per qualche secondo.
Poi, lentamente, il suo viso si distese in un sorriso freddo, quasi felice.
Non c'era traccia di sconfitta nei suoi occhi, solo la ferocia di chi ha tenuto l'ultima carta per sé.
Posò il bicchiere sul tavolino, prese il telecomando della televisione e accese lo schermo gigante del mio salone, collegando il suo cellulare.
L - "Siete due poveri idioti. Pensate davvero che basti così poco per fottermi?"
Sullo schermo partì il primo file.
Le immagini del car sex di lunedì sera.
La stanza venne inondata dal rumore dei nostri corpi che sbattevano contro il cofano della macchina, dai gemiti amplificati di Letizia e dalle luci dei fari delle altre auto sullo sfondo.
Ma soprattutto, si vide chiaramente Letizia che guardava l'obiettivo indossando la camicia bianca di Maria, totalmente sbottonata, mentre io la penetravo da dietro davanti a una cerchia di guardoni sconosciuti.
L - "Guarda bene, Mari... Questa è la tua camicia di seta. Quella che hai lasciato qui. Guarda come Marco mi sbatte con addosso quella tua camicia, mentre tre sconosciuti si fanno le seghe a due metri da noi. Tu ti nascondi nelle camerette a fare i filmini privati con il mio fidanzato credendo di trasgredire... io mi faccio montare da Marco davanti a tutta la città usando i tuoi vestiti per pulirmi dal suo seme. Ah, Ho rimesso la camicia nella cabina armadio, ovviamente non l'ho lavata..."
Il viso di Maria cambiò colore.
Il sorriso le morì sulle labbra, gli occhi fissi sulla sua camicia bianca macchiata sul cofano di un'auto in mezzo al nulla.
Ma Letizia non aveva finito.
Schiacciò un tasto sul telecomando.
L - "E visto che eravate così impegnati a fare i registi su Telegram, vi siete persi il resto della settimana. Guarda cosa abbiamo registrato mercoledì, giovedì e venerdì, mentre voi vi scambiavate i messaggini da adolescenti!"
Sullo schermo partì un secondo, un terzo ed un quarto file.
Nell'ultimo, un lungo video, che Letizia mandò avanti velocemente, un'ora e mezza di sesso continuato, crudo, girato in sequenza in ogni angolo della mia casa.
L'inquadratura iniziale mostrava me e Letizia sul divano del salotto, in una posizione impossibile, con Letizia che urlava insulti diretti a Fabrizio, definendo la mia mazza insuperabile e degna di una troia.
Poi la scena si spostava sul tavolo della cucina, tra piatti che tremavano e bottiglie che cadevano, con Letizia completamente sottomessa che implorava di essere presa ancora più a fondo.
Si soffermó sulla parte dove eravamo sul divano, esattamente dove in quel momento era seduta Maria.
Infine sul letto, una maratona di sesso anale e torpiloquio pesante, dove Letizia guardava la telecamera - "Mari, guarda come ci si fa sfondare davvero. Guarda e impara!".
I dialoghi nel video erano un concentrato di fango e umiliazione.
Video che si concluse con una pioggia dorata sul corpo sudato della mia amante, in ginocchio e ansimante.
Fabrizio fissava lo schermo con la bocca aperta, devastato nel sentire e vedere la sua fidanzata che lo ridicolizzava nei minimi dettagli biologici, esaltando la mia virilità davanti alla telecamera.
Maria era diventata letteralmente nera di rabbia.
I pugni le si strinsero lungo i fianchi, le nocche bianche, il respiro corto per l'umiliazione di essere stata superata in spudotezza proprio sul terreno in cui pensava di aver vinto.
La sfida del car sex con la sua camicia addosso le aveva bruciato il cervello.
Letizia spense la TV, si alzò in piedi e si sistemò la gonna, guardando Maria dall'alto in basso con un disprezzo sovrano.
L - "Siete rimasti indietro di un chilometro. Siete due dilettanti che giocano a fare i cattivi. La prossima volta che volete girare un video, chiedete un consiglio alla vostra maestra!"
Maria scattò in piedi, la sedia volò all'indietro sbattendo contro il muro.
Il suo petto si alzava e si abbassava violentemente.
Guardò Letizia con un odio puro, primordiale, la voce ridotta a un sussurro rabbioso che faceva tremare le pareti.
M - "Pensi di aver vinto, Letizia? Pensi che questa sfilata all'aperto ti renda la regina? Ti giuro su Dio che questa camicia me la pagherai in un modo che nemmeno ti immagini. Tu e Marco avete alzato l'asticella? Perfetto. Adesso eliminiamo le regole per davvero. Mi vendicherò in un modo così schifoso, così pubblico e così violento che striscerete in ginocchio per chiedermi pietà. Non avete idea di cosa sono capace di fare quando mi incazzo!"
Prese la borsetta, afferrò Fabrizio per un braccio con una forza rabbiosa e lo trascinò verso la porta.
M - "Andiamo via da questa casa di guardoni. Abbiamo del lavoro da fare."
La porta sbatté con una violenza inaudita, lasciando me e Letizia nel silenzio del salotto, con lo schermo della TV ancora caldo e la consapevolezza che la guerra era appena diventata totale.
Non avevo mai visto Maria così furiosa.
Temetti di aver oltrepassato ogni limite.
Non volevo rischiare di perderla, la amavo è nessun gioco valeva la nostra relazione.
Sentii un malessere interiore, che durò solo qualche minuto.
Ero pronto a chiamarla, disposto a chiudere tutto se fosse stato necessario.
Sbloccai lo schermo dello smartphone, e ricevetti un suo messaggio su WhatsApp.
M - "Sono incazzata ma non sai quanto mi eccita questo gioco. Ti amo più di ogni altra cosa!"
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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